“Il lupo perde il pelo ma non il vizio” recita una famosa massima popolare, e dunque anche se il pelo è cambiato - solo 5 dei 12 in campo ieri sera hanno firmato la nascita di questa società, ed uno (Rusin) al ritorno dopo tempo immemore sul campo giocato – i vizi della PB resistono al tempo che passa stoici ed indomiti. Ed il principe dei vizi della PB è sempre stato quello di adattarsi all’avversario che il calendario propone. Prova di carattere e grinta contro i primi della classe, prova incolore e sbiadita contro gli ultimi, che hanno potuto giocare al loro ritmo sonnacchioso nella palestrina di via Forlanini, addormentando la partita con la zona proposta per tre quarti di gara senza che i biancoblù osassero mettersi di traverso al piano partita casalingo.

Dunque, messa in soffitta la voglia vista in casa col Dom i bisiachi si sono adeguati e hanno trotterellato per il campo al ritmo del Santos senza mai provare ad accelerare un po’ per mettere in difficoltà gli avversari. Ne esce così una partita in cui il massimo distacco registrato si aggira attorno alle 5 lunghezze, con alcuni cambi di fronte nelle fasi centrali, caratterizzata da vagonate di errori al tiro di qua e di là dettati principalmente, per quel che concerne la causa biancoblù, da scelte errate, pigre, frettolose e poco ragionate. Con l’aggravante di una percentuale ai liberi che flirta con l’insufficienza, perché alla fine pur con tutta la ruggine che c’era nel gioco della PB bastava almeno sfruttare degnamente la lunetta per controllare con maggiore tranquillità il punteggio.

Alla fine ai padroni di casa è mancato lo spunto buono per portare a casa lo scalpo della PB, che invece nel momento più importante ha pescato un paio di jolly nei minuti finali del quarto periodo, con qualche rubata convertita in punti che sanno di ossigeno, e sanno di qualcosa di più un paio di conclusioni dall’arco che di fatto chiudono un match che è stato tenuto vivo fin troppo a lungo se la volontà è quella di vincere più partite possibili per restare agganciati al treno del secondo posto. Dunque si prende ciò che c’è di buono – la copia rosa del referto – e si resetta perché nelle prossime uscite non è detto che la PB possa contare sulla “clemenza” di avversari poco cinici, e perdere punti in questo momento in cui il calendario mette contro tra loro le dirette concorrenti sarebbe sanguinoso con questa classifica così corta.